Le prime mostre delle Arti e Tradizioni Popolari

Fin dal suo sorgere, il Gruppo ha sempre svolto un'impegnata ricerca per recuperare (attraverso donazioni, scambi ed acquisti) documenti, indumenti, utensili, attrezzi, suppellettili, mobili ed oggetti di ogni tipo che documentassero aspetti oramai non più in uso nella vita passata trevigiana, con particolare riguardo alla cultura popolare. La raccolta è stata continuamente arricchita nel tempo da generose donazioni di materiali e le mostre allestite sono state spesso integrate da oggetti gentilmente prestati da enti pubblici (come il Museo Civico di Treviso) e istituzioni private, nonché da privati cittadini.
Tutto questo materiale è stato ordinato e catalogato proprio nella nuova sede, ed è stato anche possibile procedere al restauro di parte di esso, in seguito reso disponibile ai visitatori delle “Case Piavone” durante il primo allestimento tematico (2002-2004).

Compiendo un salto nel passato e tornando indietro di qualche anno ricordiamo come nella sede di via Marchesan dal 28 maggio al 4 giugno del 1976 venne allestita una mostra che, per il Gruppo Folcloristico Trevigiano era la prima, ma in continuità ideale con una precedente, organizzata nel 1938 da Giuseppe Mazzotti, venne chiamata “Seconda mostra delle Arti e Tradizioni Popolari della Marca Trevigiana”, cui seguirono altri allestimenti monotematici. Per alcuni di questi sono state pubblicate delle guide che includono documentazioni iconografiche e testimoniali raccolte nel tempo, oltre a ricerche scientifiche sulla materia, appositamente redatte:

• La dota de la sposa (1978)
• La religiosità popolare nel trevigiano (1981)
• Mestieri per via (1983)
• La bicicletta da lavoro (1987)
• L'arte del rame (1990)