La provincia
La provincia di Treviso (95 comuni; 2477 km2; 824.000 ab.(stima del 2005)), detta anche Marca Trevigiana (nonchè Marca Gioiosa et amorosa) in quanto corrisponde nelle sue grandi linee all'antico feudo che portava questo nome.
E' limitata dalle province di Venezia, Padova, Vicenza, Belluno e Pordenone.
A sud-est e nel settore centrale si estende la pianura alluvionale, in buona parte ricca di acque di risorgiva e assai fertile. Al margine del piano, preceduta dal dosso arrotondato del Montello, si eleva una fascia di ondulazioni collinari cenozoiche, che si appoggiano ai rilievi prealpini. Questi, che costituiscono il settore più elevato del territorio provinciale, sono divisi dalla Stretta di Quero e dalla Sella di Fadalto in tre ben distinti gruppi montuosi: ad ovest della Stretta di Quero si eleva il massiccio del monte Grappa, di cui appartengono al territorio trevigiano il versante sud-orientale e lunghi contrafforti che si spingono ad est fino al fiume Piave; tra il fiume e la Sella di Fadalto si allunga con direzione sud-ovest / nord-est l'allineamento montuoso delle Prealpi Bellunesi; oltre la Sella di Fadalto e la valle percorsa dal fiume Meschio, infine, si eleva l'altopiano calcareo del Cansiglio, di cui appartiene alla provincia il settore sud occidentale.
La protezione offerta dai rilievi prealpini contro i freddi venti settentrionali e gli influssi del Mar Adriatico su larga parte del territorio condizionano le caratteristiche climatiche: gli inverni sono freddi ma non rigidi, le estati calde ed umide, le precipitazioni sono concentrate nei mesi primaverili e autunnali, più copiose sulle Prealpi Bellunesi e sul versante meridionale dell'altopiano del Cansiglio.
Il più importante corso d'acqua è il Piave, che dopo aver percorso la longitudinale Val Belluna penetra in territorio trevigiano per la Stretta di Quero, fiancheggia il Montello e scende a sud-est verso il Mar Adriatico; ha regime tipicamente torrentizio con lunghi periodi di magra e piene impetuose. Più costanti sono le portate degli altri corsi d'acqua, quali lo Zero, il Sile e il Livenza, che hanno origine, o sono abbondantemente alimentati, nella fascia delle risorgive e scendono a sud-est seguendo l'inclinazione prevalente del territorio.
Il recente potenziamento della struttura economica della provincia ha contribuito efficacemente a frenare il flusso emigratorio al di fuori dei limiti provinciali di buona parte della manodopera, specialmente agricola.
I centri principali, dopo il capoluogo, sono Castelfranco Veneto, Vittorio Veneto e Conegliano, seguiti da Valdobbiadene, Montebelluna, Vedelago, Paese, Villorba, Mogliano Veneto, Roncade e Oderzo.
Basata tradizionalmente sull'agricoltura e sull'allevamento bovino, che conservano tuttora una posizione di primo piano, la struttura economica della Marca Trevigiana ha sviluppato negli ultimi decenni la sua vocazione industriale, grazie alla naturale evoluzione di un fiorente artigianato verso forme più complesse di attività manifatturiera. L'agricoltura dà in prevalenza: cereali, ortaggi, frutta, uva da vino, patate, barbabietole da zucchero e foraggi. In campo industriale i settori più sviluppati sono quelli metalmeccanico, tessile, alimentare, chimico, del legno, della carta, dell'abbigliamento e dei materiali da costruzione. In espansione è il turismo, per l'attrazione esercitata da notevoli centri d'arte e da stazioni di villeggiatura montana o collinare.